L’antica arte Bakota

L’arte antica africana contiene forme ed elementi propri della vita e della morte, simbologie che si alimentano tramite il gesto, la materia, la tradizione e si manifestano nel rito.

Sul lato orientale del Gabon vive il gruppo etnico dei Bakota o Kota, il cui nome significa legare e richiama l’identità di un popolo unito, destinato a un percorso comune.

I Kota sono, in realtà, un numero di popoli con tratti culturali molto comuni, con suddivisione in clan che a loro volta comprendono diversi gruppi familiari; si dedicano alla coltivazione di alberi di platani e manioca.

I Bakota, come i Fang, venerano le reliquie degli antenati, il cui culto segna fortemente la vita quotidiana religiosa e sociale di ogni gruppo famiglia. Nonostante la tradizione porti a lasciare insepolte le salme nella foresta, lontano dal villaggio, le nuove generazioni seppelliscono i defunti sottoterra; i corpi dei capo tribù deceduti sono spesso soggetti a riesumazione per il prelievo delle ossa, le quali vengono lavorate con sostanze ritenute magiche e decorate con lamine di metalli.

Bakota

I Kota hanno prodotto grandi quantità di sculture degli antenati, statue bidimensionale costituite principalmente da legno e rame utilizzato come catalizzatore per la longevità e la forza. Dato il numero di gruppi familiari sparso su una vasta area, le tipologie di stili e strutture sono varie. L’elemento comune è la rappresentazione di un corpo umano stilizzato, sormontato da un volto ovale, di forma concava se richiama una figura femminile o convessa quella maschile.

Poste, generalmente, nel bwete, cesti votivi contenenti ossa dei defunti, i reliquiari possono essere rivestiti da strisce di rame e ottone che delineano la forma facciale o da lamine metalliche incise; esistono, inoltre, figure a due facce uguali o diverse, poste nella parte superiore del corpo in modo simmetrico.

I reliquiari vengono collocati al di fuori delle abitazioni e conservate nelle capanne ai confini del villaggio, dove hanno accesso solo gli iniziati del gruppo familiare. Il culto del reliquiario si celebra in momenti ben precisi nella vita quotidiana del clan: per un problema di fertilità, per il successo della caccia, per gli scambi commerciali tra tribù e problemi familiari come l’infedeltà.

Il culto del reliquiario

L’iniziazione si svolge con una riunione dei clan, dove ogni capo esegue una danza rituale tenendo un mano il reliquiario e mostrandolo al popolo. Un altro elemento molto importante utilizzato nei rituali sono le maschere Kota, le quali vengono indossate durante i balli dedicati all’iniziazione degli adolescenti e durante le assemblee dedite a debellare un rito di stregoneria; le maschere, molto rare, hanno sembianze umane, occhi tubolari, sopracciglia incise e capigliatura a cresta.