Joachin, la potenza della voce

La musica lirica ha sempre avuto un parterre di grandi voci, spesso sconosciute ma di grande valore. I loro volti e i loro sogni trovavano spazi fino a 30 anni fa nelle ormai dimenticate “tampe liriche”, l’ultima delle quali, quella storica della famiglia Ribechesu a Torino, ha chiuso qualche decennio fa. Una sorta di karaoke d’antan dove chiunque – magari artisti di tutto rispetto che nel quotidiano vivevano grazie ad altre attività – poteva esibirsi accompagnato da un pianista. Un vivaio che produceva talenti.

Oggi questi locali sono scomparsi, ma la tradizione lirica continua ad avere figure particolari, cantanti che si esibiscono per la gioia di farlo, vivendo anche esperienze di altissimo livello come è successo a Luigi Gioachin. In arte Joachin, ha avuto in dono dalla vita una possente voce tenorile che gli ha regalato, e gli regala, grosse soddisfazioni che lo hanno fatto apprezzare dal pubblico e dalla critica della sfera operistica e non solo.

Nativo di Padova, Joachin, che ha svolto per anni l’attività di tecnico nel settore automobilistico, ha coltivato in parallelo la passione per il canto. Una sorta di bellissima ‘malattia’ che, come ricorda lui stesso, ‘nell’età dell’avventura’ lo portò a studiare musica e canto al Colegio de la Musica di Barcellona. “Entrai a far parte del Coro Estebla Espagnolo – ricorda – e un impresario lirico mi scritturò come cointerprete nella Tosca di Puccini”.

Il pubblico, impressionato dalla sua potenza vocale, lo definì addirittura ‘il nuovo Caruso’. Esibendosi in vari Paesi europei ha conosciuto i grandi della lirica, compreso Placido Domingo che ne apprezzò le doti. In seguito si è dedicato anche al teatro leggero di rivista.

Ritornato in Italia, nacque una collaborazione con la danzatrice Natalia Zinènkova, étoile del Teatro di Pietroburgo: un sodalizio felice, tanto che la ballerina creò le coreografie dello spettacolo ‘Joachin potenza della voce’.

E ora? Il nostro performer prosegue la sua attività su più fronti:

“Ho iniziato a presentare in molti teatri di Torino e dintorni ‘Il Musical del Tenore’, uno spettacolo in cui eseguo senza microfono il mio repertorio delle più celebri arie operistiche di Verdi, Puccini, Mascagni, Leoncavallo e altri geni della musica, oltre alle romanze popolari più conosciute, tipo ‘O sole mio’, ‘Un amore così grande’, ‘Tu che m’hai preso il cor’. Dopo la pausa estiva ho in programma una serie di spettacoli che verranno proposti in molte città italiane con cantanti, danzatrici, attori teatrali e musica internazionale. Inoltre registrerò altri CD, visto che per fortuna la voce è più integra che mai nonostante il passare delle… stagioni”.

Quali le più grandi soddisfazioni che la sua voce le ha permesso di vivere?

“Le mie esibizioni nei teatri, in televisione, nelle piazze. Ricordo che Chiambretti mi volle scritturare nel suo film ‘Ogni lasciata è persa’ in cui cantavo ‘Malafemmina’. Però la cosa che più mi commuove è il discorso legato alla beneficenza a favore degli anziani ospitati nelle case di riposo. Quando canto li vedo emozionarsi, ritornare indietro nel tempo, rivivere il loro passato pieno di ricordi, per certi versi rifiorire. Non c’è nulla come la musica in grado di ripercorrere gli anni. E’ sufficiente una melodia ascoltata da piccoli o da giovani – conclude Joachin – per annullare ogni cosa. Ha davvero ragione chi intende la musica come arte divina”.