Mancanza di Waylon

Dieci anni di assenza sono davvero tanti. Troppi se a mancare sulla scena della Country Music è qualcuno di nome Waylon Jennings (1937 – 2002), il cantante texano che forse ha rappresentato nel modo più significativo il proprio Paese grazie al suo personaggio davvero unico: libero, selvaggio, dolce e duro al tempo stesso.

In possesso di una voce narrante dai toni caldi e profondi (non tanto per la sua partecipazione in alcuni films e alla nota serie televisiva The Dukes of Hazzard), Waylon ha rappresentato un’autentica icona del Movimento Outlaw assieme a mostri sacri quali Johnny Cash, Willie Nelson e Kris Kristofferson. Un quartetto che ha contraddistinto l’epoca felice degli Stati del Sud, quelli che hanno mantenuto intatte le caratteristiche americane improntate all’amore per la propria terra, per le proprie tradizioni (giuste o sbagliate che siano), alla ‘selvaggeria’ che alla fine resta il sale della vita alla faccia di un ‘perfezionismo urbano-perbenista’ sempre più esteso a scapito dell’inventiva, dei sentimenti forti e del carpe diem vissuto come capacità di saper cogliere l’attimo nel modo più pieno e succoso possibile.

Ascoltare dischi come ‘The Eagle’, ‘Heroes’, ‘Full Circle’, ‘A Man Called Hoss’, ‘Waylon and Willie’, ‘Take it to the limit’ e ‘Highwayman’, tanto per citarne alcuni dei 54 pubblicati, equivale a tuffarsi nella leggenda del West: musiche trascinanti ora carezzevoli ora amare che evocano cavalcate nelle immense praterie, atmosfere di interni tanto poveri quanto ricchi di fascino (leggasi Luckenbach – Texas) che incredibilmente attirano visitatori da ogni continente.

Quando si parla di assoluta semplicità in grado di affascinare e rapire…
Waylon ha rappresentato – e rappresenta – tutto questo. Purtroppo la sua mancanza resta e si fa sentire più forte che mai. Nessuno oggi sa colmare il vuoto che il Grande Texano ha lasciato in quanti amano rivivere la leggenda del ‘fuorilegge buono’.
Già, perché Il Progresso fa giustamente e inesorabilmente la sua strada, ma Il Sentimento umano conserva un proprio immutabile comun denominatore fatto di sensazioni, di emozioni, di evocazioni del profondo che un Waylon Jennings è capace di far riemergere sempre, a distanza di un vorticoso decennio intriso di avvenimenti d’ogni genere. La Musica filtra tutto perché è pura espressione dell’animo umano, al di là dei luoghi e del tempo.