Marie Nöelle Fontan. Tra Parigi e il Guatemala la poetica della natura s’intreccia ai fili di lino e di cotone

Vive tra Parigi e il Guatemala, ma la sua opera racconta di molti luoghi del mondo attraverso installazioni e sculture realizzate tessendo fiori ed elementi naturali essiccati e raccolti dove ha vissuto, dove ha viaggiato, dove cammina con la gentilezza di chi coglie nella natura l’essenza dell’universo di cui noi stessi siamo parte. Marie Nöelle Fontan, realmente cosmopolita, famosa nei circuiti di eventi tra i più raffinatamente colti e internazionali, presente nei Musei più particolari del mondo, è un’artista capace di essere se stessa al di là del successo o della solitudine creativa, con un’apertura totale alla comunicazione umana e un’altrettanta capacità intimistica meditativa che fa di lei una figura di particolare originalità. Sulla scena dell’arte contemporanea, il suo lavoro ha aperto varchi inediti suscitando l’interesse di molti altri artisti che al suo lavoro hanno guardato ispirandovisi, altre volte cercando invece di imitarne la ricerca che in realtà resta unica. Unica come il suo percorso umano ed artistico.

Nata a Parigi, dopo la laurea in Storia dell’Arte con indirizzo Preistorico conseguita nel ’73 all’Università di Tolosa, spinta dall’amore per il telaio che ha imparato ad usare da sua madre, decide di trasferirsi in Guatemala per studiare le tecniche di tessitura indie e le collezioni guatemalteche del Museo Ixchel. Nei villaggi entra in contatto con i tessitori locali, dai quali impara la tessitura Maya e il telar de palito, antica tecnica precolombiana ancora in uso tra gli abitanti del luogo. Continua però a viaggiare, soprattutto soggiorna per lunghi periodi a El Salvador e poi in Messico, la cui cultura segna una svolta fondamentale nella sua storia di donna e di artista. Nell’87 rientra a Parigi, ma la nostalgia della natura vissuta con tanta intensità in Sud America le manca, e così inizia a sviluppare una teroria artistica che la conduce ad opere sperimentali al cui centro vi è una poetica incentrata sulla possibilità di armonie profonde tra l’elemento naturale e la capacità umana. Per sviluppare il processo di sintesi formale e contenutistica riprende il piccolo telaio materno, e inizia a far dialogare il lino e il filo di cotone con foglie raccolte a terra dai viali parigini o conservate come souvenir non solo dall’amato Guatemala ma anche dall’Africa, dalla Cina, dall’Australia e da molte altre strade del mondo, mettendo a punto una tecnica volutamente molto semplice composta anche da cuciture manuali e assemblaggi come scelta concettuale ed espressiva.

Nascono così le grandi installazioni che dialogano con lo spazio e con la leggerezza dell’aria. Effimere e deperibili perché volutamente lasciate al loro corso evolutivo come gesto d’amore verso una natura che deve seguire il proprio corso, il proprio ciclo di trasformazione che è in ogni momento vita e bellezza. Accanto alle opere a carattere monumentale relazionate alle architetture immaginarie di grandi scenari naturali, vi sono poi gli arazzi-scultura e i piccoli libri tessili d’artista: pagine e pagine scritte in un susseguirsi tematico di parole cifrate con rami di rosmarino e lavanda, erbe aromatiche e menta, bouganville e rose come “Le livres des simples”, o i giardini sospesi “Tapis- jardin” fatti di pigne, di bacche, di cortecce e piante medicinali accanto ad insoliti erbari d’artista al contempo così aperti e così segreti, pervasi dalla vasta cultura di Marie Noelle che sembra mescolare sapienze perdute di monaci medievali a misteriose culture lontane sullo sfondo di spiritualità e comprensioni universali.

Il tempo e le epoche si fondono e si annullano in tutta l’opera di questa delicata artista, che senza mai concedere nulla al decorativismo e all’ovvietà, affida alla stagione effimera di un fiore il messaggio forte di un pensiero si spinge oltre la caducità e si affaccia su albe di rinascite splendide e inaspettate.

Opere di Marie Nöelle Fontan, saranno esposte fino a novembre 2012 al Musée Jean Leurcat et de la Tapisserie Contemporaine di Angers, Fr, alla III^ Triennale de Textile fino a settembre presso la Gallerie M.A. Bazonvského, Trencin, Slovaquie e all’ART et Chapelles en Anjou in Rue de lOisselerie, ad Angers.