Pietro Grossi, pioniere della musica elettronica e dell’arte generativa

Sono passati dieci anni dalla morte di Pietro Grossi (1917-2002), pioniere della musica elettronica, programmatore, compositore e maestro di violoncello. Pietro Grossi è stato un grande visionario nel campo musicale ed artistico, con le sue continue sperimentazioni nella creazione di nuove sonorità ed immagini realizzate con l’ausilio di computer. Stiamo parlando degli anni ’60, quando non esistevano ancora i personal computer, la musica elettronica era per lo più una teoria che stava prendendo forma e Pietro Grossi è stato sicuramente uno degli artefici di questa nuova disciplina.

Nel 1963 fonda lo Studio Fonologia Musicale S 2F M di Firenze, uno dei primi studi di questo genere al mondo. Nel 1965 ottiene l’istituzione della prima cattedra di musica elettronica presso il Conservatorio di Firenze. Il suo genio lo ha portato a realizzare le prime opere di computer music nel 1967, quando riuscì a far suonare il Quinto Capriccio di Paganini ad un gigantesco computer a schede perforate della Olivetti General Electric. Non solo compositore e musicista ma anche progettista, nel 1975 realizza il TAU2 (figura 1), un sistema elettronico di sintesi del suono realizzato dall’istituto di Elaborazione dell’Informazione del C.N.R di Pisa.

Figura 1 – TAU2 di Pietro Grossi

Pietro Grossi fu anche un precursore dell’arte generativa e della software art. A partire dal 1986, grazie all’utilizzo dei primi home computer, Grossi inizia a sperimentare con le immagini digitali, creando opere d’arte interattive generate tramite algoritmi autoprodotti (figura 2).

Figura 2 – immagine tratta da Homeart

Inizia così a sperimentare le sue idee, derivate dalla sintesi sonora, anche nel campo visivo. Nel 1991, presso il museo Pecci di Prato, Grossi distribuisce 100 copie autoprodotte di un libro generato attraverso il computer, dove ogni copia è diversa dall’altra:

“Per la prima volta in assoluto viene presentata una pubblicazione reinventata graficamente al computer, da me istruito in ogni sua copia. Una sezione di questi unicum, che tratta di homeart, varia anche di contenuto.” [1]

Si tratta di un’esperimento di arte autoprodotta tramite l’ausilio del computer che lui definisce Homebook; negli anni successivi, Grossi pubblicherà altre opere di questo tipo, l’ultima è dedicata al futurismo con il titolo 11 Marzo 1913 L’Arte dei Rumori, Luigi Russolo.

Sul tema dell’arte autoprodotta, Pietro Grossi realizza un vero e proprio manifesto culturale sull’Homeart:

“Homeart, suggerita dal personal computer, porta al più elevato grado di autonomia decisionale oggi concepibile le aspirazioni e le possibilità artistiche latenti in ognuno di noi. La casa, lo spazio personale, la privacy, possono essere forgiati e riforgiati secondo i dettami della fantasia personale e con l’ausilio di quella “artificiale”. L’impiego “amichevole” del pc è un sufficiente stimolo all’azione e più lo sarà la condizione operativa del futuro. Lo slogan Il computer ci libera dal genio altrui ed accresce il nostro è dunque sotto interessante verifica.” [2]

Molti lavori di Pietro Grossi sull’arte generativa sono stati presi in eredità da Sergio Maltagliati, compositore ed artista digitale, che ha collaborato con Grossi negli anni ’90. Sergio Maltagliati sta continuando a portare avanti molti dei progetti ideati da Grossi, come l’incompiuta NeXtoper@.

Pietro Grossi non fu solo un precursore delle nuove tecnologie ma anche un visionario dal punto di vista sociologico e culturale. Infatti, nel manifesto dell’Homeart, così come negli esperimenti degli Homebook, si intravedono i principi dell’open source, per la libera diffusione del software, e delle moderne licenze creative commons, per la libera diffusione del sapere.


Infine pochi sanno che Pietro Grossi fu anche il precursore della musica in streaming, quando nel 1970 compie la prima esperienza di telematica musicale tra Rimini e Pisa e presenta programmi di computer music al Festival di Musica Contemporanea di Venezia. Un artista geniale che ha fatto la storia della musica elettronica e non solo. Un genio va che sicuramente ricordato e a cui spettano ancora molti riconoscimenti [3].

Riferimenti:

[1] Homebook (ristampa)
[2] Manifesto dell’Homeart
[3] Associazione Pietro Grossi